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2016

Scozia 2, il viaggio...

In anteprima un piccolo antipasto, seguirà il dettaglio....

https://goo.gl/photos/mNCu6eh9nQLY9rtE6

24/07 Mogliano Veneto – Tarrenz (A):

Partiamo col fresco  e con la consapevolezza che la prima parte del viaggio sarà molto tranquilla.

Come punto d’appoggio è una cittadina dell’Austria dove abbiamo prenotato già da tempo, scongiurando il fatto di non trovare altre soluzioni a basso prezzo. La scelta cade bene sia per l’alloggio (forse solo un po “caldo”) sia per il mangiare. 

25/07 Tarrenz (A) – Stradtbredimus (LX):

Ripartiamo con il preannuncio di pioggia che si presenta immancabilmente appena entrati in Germania. Messa la tuta e via. Abbiamo già l’obiettivo di saltare la pallosa ma veloce autostrada tedesca per arrivare sulle rive della Mosella in Lussemburgo. Qui la benzina è ancor meno cara dell’Austria per cui … pieno garantito. L'albergo è lì, sulla riva del Fiume e la cittadina con una passeggiata supplementare. Ci sta dopo tanti km percorsi. Qui incocciamo però i primi prezzi alti per un semplice mangiare, iniziamo a rimpiangere il paese natio.

26/07 Stradtbredimus (LX) – Zeebruge (B):

Veloci passiamo il piccolo paese ed il Belgio ci accoglie con nuova pioggia. Preoccupati perché l’obiettivo è a pochi km…Orval. Le Ardenne cambiano aspetto man mano che ci avviciniamo ed un pallido sole ci accoglie nel momento in cui arriviamo all’abbazia Notre-Dame di Orval.

Giù la moto e la tuta antipioggia ed iniziamo ad immergerci nella magnificenza  del giardino esterno. Solo pochi possono accedere all’ambito monastico. I più visitano la chiesa ormai mezza diroccata ma con evidenti segni del passaggio di Matilde di Canossa ed il rosone a sei petali.

Tra il sacro ed il profano non è mancato l’assaggio alla birra trappista e alle altre specialità prodotte dai monaci. Ripartiamo col sole, a Zeebruge ci attende il traghetto ma prima una veloce spesa per evitare la cena in nave. Risparmiare si può.

27/07 Hull (GB) – Perth:

Sbarchiamo con la speranza di non dover indossare le cerate e, fortunatamente, tutto fila liscio, anzi, procedendo verso York il sole si fa insistente tanto da aver discretamente caldo durante la “breve” visita alla città e cattedrale. La nostra meta giornaliera, però, è molto più a nord per cui si riparte dopo aver preso degli ottimi “viveri” immediatamente vicino al parcheggio (solitamente un supermercato).

Decidiamo di “snobbare la costa a favore della strada dei “Borders” molto più emotivamente coinvolgente, a nostro parere. Ancora una fermata sul confine angloscozzese per goderci il panorama e per qualche foto e si riparte saltando a piè pari Edimburgo (già visitata). Perth ci attende nel tardo pomeriggio e cerchiamo immediatamente il piccolo aeroporto dove abbiamo prenotato allo Sky Lodge, ottimo rapporto qualità prezzo.

28-29-30/07 Perth – Kirkwall:

Oggi giornata di pochi km ma di molte emozioni. Dapprima il piccolo Restenneth Priory, in rovina, e poi la maestosità della posizione di quanto rimane del Dunnottar Castle. Bazzichiamo qui per un paio d’ore tra scogliera e le imponenti rovine dove, nel 1297, una forza scozzese al comando di William Wallace ha catturato il castello. La guarnigione inglese all'interno si rifugiò nella chiesa, ma Wallace bruciò la chiesa con i soldati all'interno, e distrutto il castello.

Alle 17.30 parte il traghetto per le Orcadi per cui procediamo verso Aberdeen. A Kirkwall arriviamo che son passate già le 23 e dubitiamo, seppur avvisati, che qualcuno ci attenda in piedi all’ostello dove abbiamo prenotato. Assonnato ma “cosciente” ci accoglie Malcom. Personaggio curioso ma estremamente disponibile, ottimo punto d’appoggio il suo, non bellissimo ma economico e “comodo”.

Via a dormire, domani sarà un altro giorno!

 

Ed il “domani” arriva presto con una piogerellina finissima ma insistente. La colazione non era prevista ma Malcom, la sera prima, ci aveva dato indicazioni per l’autogestione e così abbiamo fatto. Non male!

Il primo approccio con Kirkwall è la visita alla cittadina per avere dei punti di riferimento e, visto che loscottish weather non migliora, decidiamo di indossare il nostro immancabile abbigliamento anti pioggia e partiamo per un largo giro. Com’è meraviglioso il clima qui…e quanto fortunati siamo! Le nubi nere all’orizzonte preannunciano acqua a gogo ma, quando ci fermiamo per visitare qualcosa o “mangiare”, ecco che smette ed accenna addirittura al miglioramento. Così succede che visitiamo Standing Stones of Stenness , Ness of BrodgarRing of BrodgarSkara Bae e ci fermiamo a mangiare con il curioso panorama dell’isola Brough of Birsay tutto con quel pallido sole che appare tra una pioggerella e l’altra. 

Il ritorno alla base non prevede fermate e visite per cui paghiamo volentieri il fio di una lavata accompagnata da un discreto vento trasversale che disturba alquanto. Non ci resta che continuare la visita a Kirkwall e ci infiliamo nella St Magnus Cathedral fondata nel 1137 dai Vikinghi.  Per la cena cediamo alla nostalgia e ci infiliamo da Zio Francos’ per un ottimo piatto a base di pesce.

Purtroppo, tra le tante cose piacevoli della giornata, scopriamo con amarezza che ci sono poche “coincidenze” tra i traghetti delle varie isole per cui ci troviamo costretti a scegliere un'unica isola da visitare e Hoy riteniamo sia la più adatta. Una camminata nella natura e The Old Man of Hoy. La scelta si dimostrerà azzeccata e soddisfacente. Prima di lasciare l’isola non ci facciamo mancare una visita al Scapa Flow Visitor Centre & Museum e relativo “ristoro” interno, molto coccolo e ben fornito. In serata ottima cena al The Shore Restaurant prenotata in precedenza.    

31/07-01/08 Kirkwall – Stornoway:

Sappiamo che queste isole meriterebbero più tempo a disposizione ma a malincuore prendiamo il traghetto da Stromness abbastanza presto per arrivare in tempo ad Ullapool ed imbarcarci nuovamente per Stornoway (Lewis – Ebridi Esterne). Anche qui, l’arrivo è previsto verso le 21 ed anche qui abbiamo già prenotato al B&B Tower.

Anche in questo tratto, nel cuore delle Highlands, ci accompagna la pioggia tanto che, nell’unico attimo di tregua, riusciamo a prepararci un ottimo panino al salmone in compagnia di pecore dal “muso nero”.

Nel tratto successivo, lungo l’Oykel River, ci fermiamo per una “zuppa” all’The Oykel Bridge Hotel che ha una concessione di pesca nell’omonimo fiume ed è ricco di foto, trofei e vecchie canne. Un posto very british con tanto di salottino da te dove siamo invitati ad accomodarci dopo la chiusura del pub alle 14.30.

Ristorati e rifocillati ci dirigiamo alla meta ed all’imbarco che avviene in orario. L’attraversata non è delle migliori per cui, mangiato qualcosina a self service, ci distendiamo e chiudiamo gli occhi…meglio prevenire!

Sbarcati a Stornoway il B&B è a 2 minuti dal porto e lì ci attende Tanya per strada che, con ampi gesti, ci indica il cancello del giardino dove entrare con la moto. Che accoglienza! La dependance è coccolissima e Tanya ci fa gli onori di casa mostrandoci tutta la struttura e si informa sulla colazione. Neanche a dirlo parto per quella “scozzese” con il black pudding che qui dicono strepitoso, non vedevo l’ora!  

Il mattino seguente la ricca colazione è pronta! Son sicuro che non a tutti questo genere di piatto può piacere ma … fidatevi … se fatto bene è una libidine!

Il meteo oggi è clemente e la giornata è impegnativa per cui ci vestiamo leggeri e partiamo, Callanish ci attende. Arrivati sul posto rimaniamo senza parole e nell’entrare nel recinto del sito archeologico, per altro gratuito, la nostra comune sensazione è quella di entrare in un luogo “sacro” e, per questo, tra le persone che vi si addentrano scende un irreale silenzio … fino all’arrivo di 2 pullman di turisti. Disturbati, meditiamo di continuare il nostro giro e tornare più tardi … con meno gente ed una luce diversa.

Giriamo per Great Bernera, un’isola piena di laghetti, corsi d’acqua e, curva dopo curva, dosso dopo dosso di un panorama mozzafiato. Accosto, spengo la moto e rimaniamo ad ammirare il panorama accarezzati  dalla leggera presenza del vento. 5, 10, 15 minuti, il tempo passa veloce e non vorremmo muoverci. Quando ancora ci capiterà un luogo simile a questo, ancora oggi rimpiango alcuni luoghi ed alcune situazioni in cui potevamo  fermaci o fermarci più a lungo o, meglio ancora, di non aver avuto l’intuizione di ritornarci una volta in più. Ma il passato è passato e la strada è ancora lunga, ci servirà di lezione.

Ritorniamo sui nostri passi alla ricerca di nuovi paradisi e, credetemi, qui non mancano ad ogni piè sospinto.

Kneep è uno di questi. 3 spiagge di sabbia bianchissima, una più bella dell’altra e l’ultima ampia e lunghissima. Qui davvero ci dedichiamo una passeggiata in riva al mare prima di tornare alla moto.

Proseguiamo ancora ed ancora ce ne sarebbe di natura da ammirare ma ci eravamo dati un obiettivo, quello che tornare a Callanish in un orario tale da aver ancora una bella luce e da scongiurare l’arrivo delle gite turistiche, per cui ripercorriamo la strada fatta. Detto fatto, dopo quasi 1 ora di strada sempre attenti nell’ammirare il panorama da una visuale “diversa”, arriviamo. Com’è bello quando ciò che ti eri prefissato coincide con ciò che accade. Pochissime persone e, cosa meravigliosa, c’è un bel sole. Come per il primo impatto si ripropone la sensazione della quiete e del religioso silenzio. Vaghiamo tra le pietre con il sincero convincimento di un luogo magico, forse druidico e la fantasia si scatena ad ipotizzare il cosa e come. Rimane il fatto che negli occhi, e credo anche nel cuore, delle persone presenti in quel momento, Callanish aveva un significato che va oltre alle semplici enormi pietre ritte a testimonianza di tempi lontani.

Ci dedichiamo quanto è necessario e salutiamo questo mistico luogo senza fretta.

Sulla strada del ritorno ci soffermiamo a visitare la Blackhouse ad Arnol, una tipica costruzione della metà dell'800 ancora in uso fino agli anni 60. All’interno un affumicato ambiente riscaldato dalla torba che viene estratta copiosa in tutta la Scozia.  

Ritorniamo a Stornoway giusto in tempo per evitare una leggera piogerellina che avrebbe rovinato questa strepitosa giornata.

Meditiamo di rimanere 1 giorno in più perché l’isola merita e perché, altrimenti, dovremmo partire presto il giorno successivo per imbarcarci a Tarbert e perdere buona parte dell’isola di Harris ma, nell’accennarlo a Tanya, veniamo immediatamente fatti scendere dalle nuvole. Non c’è posto né da lei e nemmeno nell’ambito delle sue conoscenze. Sconsolati facciamo i preparativi per il giorno successivo.

In serata, alle 19.30 perché poi alle 21.00 chiudono, andiamo per cena al Boatshed restaurant. Mangiato bene e pagato il dovuto … e la birra è semplice e gustosa.

02 - 03/08 Tarbert - Skye:

Ripartiamo, purtroppo, come da programma in tempo per prendere il traghetto a Tarbert direzione isola di Skye. La scelta, forzatamente, cade sulla corsa delle 11.50 visto che la precedente era alle 07.00 e, nonostante tutto, veniamo messi in lista d’attesa. Confidiamo sul fatto che una moto la si mette ovunque si voglia e dove sussiste la possibilità di ancorarla. Saliamo per ultimi ma c’è ancora spazio…

Skye ci accoglie verde e lussureggiante come la ricordavamo e da Uig saliamo direttamente al The Quiraing. Mai potevamo immaginarci ciò che ci aspettava nonostante le ripetute visite al Google Maps. Che emozione a vedere il panorama che si apriva davanti ai nostri occhi. Concordi nel dedicare del tempo a quella magnificenza prendiamo un sentiero che segue in costa un pendio smeraldino. Gli stivali da moto non sono adatti alle escursioni per cui, dopo un ½ ora, ci troviamo ad affrontare un passaggio decisamente improponibile per cui ritorniamo sui nostri passi soffermandoci di tanto in tanto sedendoci ad ammirare lo sconfinato e verde panorama. Riprendiamo la strada che scende verso Brogaig e percorriamo la costa passando per la Mealt Falls, una cascata alimentata dal soprastante lago, e l’Old Man of Storr, un pinnacolo di roccia che si erge maestoso.

Dobbiamo ancora trovare una sistemazione per le 2 notti che vorremo dedicarci per cui, accompagnati da una leggera pioggerellina, arriviamo a Portree per scoprire che “il mondo” si è dato appuntamento proprio lì ed in quel momento … più tardi avremmo capito il perché. Pur avendo trovato l’unica scomoda camera libera, decidiamo che la confusione non fa per noi e ci dirigiamo velocemente a Broadford dove, 2 anni addietro, abbiamo soggiornato in un B&B. Arriviamo 2 minuti troppo tardi, 2 motociclisti ci hanno preceduto di pochissimo ma riceviamo però una dritta, poco più avanti sembra esserci disponibilità in un altro B&B. Trovato, che fortuna! Un’accoglienza sorridente ed una stanza con salottino ci confortano del rischio corso … quello di dover alloggiare fuori Skye. Nel frattempo la serata è diventata uggiosa e poi piovosa, Skye è così, per viverci un detto dice che devi essere:

Elastico, inventivo, umoristico, resistente, autosufficiente, impermeabile, paziente e fortunato.

Con questa logica rimontiamo in moto e andiamo a cena sotto la pioggia.

Il mattino seguente la situazione non cambia ma, oramai, abbiamo fatte nostre le caratteristiche degli abitanti e senza indugio usciamo sotto la pioggia diretti ad Elgol. Se il tempo lo permetterà faremo un’escursione altrimenti un coccolissimo “coffee shop” ci accoglierà con un dolce ed una tazza di te.

La strada meriterebbe un tempo migliore ma anche così ha il suo merito di essere panoramica e piacevole.     

Saltata l’escursione ci intratteniamo col gestore del “coffee shop” che ci racconta un po’ del posto e del nipote orafo in Broadford. Una foto con lui e le sue tante teiere appese è doverosa. Quando il meteo è così le ore passano lente e si devono trovare soluzioni alternative per passare il tempo. Vediamo l’orafo, prenotiamo la cena per la sera al Claymore (ottimo!), andiamo a curiosare a Kyleakin ed il gioco è fatto … peccato dover poi andar via il giorno successivo ma ce ne facciamo una ragione … tanto c’è ancora da vedere.

04 - 05/08 Skye – Mull:

Oggi ancora il cielo è nuvoloso e pioviggina. CI prepariamo con la dovuta calma e partiamo in direzione traghetto ad Armadale. Le sorprese non finiscono mai. Il mare agitato fa ritardare la corsa e quella delle 10.30 risulta già “piena”, ci dobbiamo mettere nuovamente in lista d’attesa e prenotarci per quella delle 12.30. Cerchiamo in qualche modo di “corrompere” l’addetto al caricamento che ci tranquillizza, troverà una soluzione. Così accade che lo vediamo parlottare col personale di bordo prima del caricamento delle auto indicando alla nostra volta e riusciamo, grazie a lui, a partire con questa corsa. Qualcuno durante il tragitto avvista dei delfini, peccato non averli visti anche noi.

L’attraversata dura un po’ più del previsto causa forti correnti e vento ma arriviamo alfine a Mallaig.

Il meteo finalmente più clemente ci spinge a dirigerci immediatamente verso sud e, dopo una breve sosta per una buonissima zuppa ed un’altra per il rifornimento in un fantomatico distributore, arriviamo a Lochaline per un nuovo traghetto in direzione Fishnish sull’isola di Mull (Mall come dicono lassù). 

Ci vorrà quasi 1 ora per raggiungere Monachuich House, vicino a Fionnphort, dove ci siamo prenotati 2 notti. E qui, ancora una volta, perdo l’occasione di fermarci e spegnere la moto per vivere appieno la bellezza di un tratto di strada tra le montagne. La stanchezza si fa sentire.

Arriviamo al B&B dove Helen ci accoglie sulla porta e 2 coniglietti selvatici saltellano allegri rincorrendosi sul prato di questa fattoria di collina. Quale accoglienza migliore?

Dopo esserci sistemati nella comoda camera e bevuto il te nel salottino con veranda sul prato dei coniglietti, ci accorgiamo che è già ora di cena (per le loro abitudini) e ci dirigiamo a Fionnphort dove il pub, The Keel Row con annesso ristorante, è già in piena attività. Si mangia bene ed il tramonto è proprio dietro l’isola di Iona, la nostra meta del giorno dopo.

Di mattina presto per prendere il primo traghetto e per non avere la massa di turisti, ci precipitiamo all’imbarco e riusciamo a salire sbuffando come una vaporiera (mai più una corsa con addosso la giacca della moto!).

Fatica inutile, l’Abazia apre alle 9.30. Poco male, ci aggiriamo nel cimitero dove tra nobili e regnanti si dice ci sia la tomba di Re Macbeth di Scozia. Purtroppo molte sono illeggibili per cui non vi troviamo alcun riferimento.

Nel frattempo ci fanno segno che possiamo comunque entrare a visitare l’interno dell’Abazia anche se la biglietteria non è ancora aperta. Siamo da soli, che meraviglia.

L'Abbazia di Iona è considerata il punto da cui ha avuto origine la diffusione del  Cristianesimo in tutta la Scozia. Nell’anno 563 San Columba, (in gaelico: Colum Cille, che significa "colomba della Chiesa"), re irlandese e monaco guerriero, giunse insieme a dodici compagni nell'isola di Iona provenendo dall'Irlanda e vi fondò un monastero. L'Abbazia si sviluppò velocemente e molto presto divenne uno dei più importanti centri religiosi dell'Europa Occidentale.

Prima lasciare l’isola ci dedichiamo ad una passeggiata per scoprire angoli nascosti fino all’immancabile campo fa golf da 8 buche con difficoltà crescenti comprendenti le parti in sabbia, le pecore, e le mucche.

Nel pomeriggio torniamo a Mull per percorrere la Scenic route to Salen e continuare poi fino alla “colorata” Tobermory per un prelievo bancomat (al B&B solo pagamento in contanti).  Ritornando nel tardo pomeriggio ci dirigiamo direttamente al pub per la cena. Ricordate che qui si mangia presto? Alle 21 si chiude …

06/08 Craignure - Carlisle:

Le partenze sono sempre un momento di tristezza ed anche qui, come a Lewis, un attimo di melanconia ci coglie. Mull ci ha lasciato qualcosa dentro che è difficile da spiegare ma che ci fa ripetere in continuazione “qui ci voglio tornare”. Oban, fortunatamente la finissima ed incessante “shower” di 2 anni fa non è presente oggi per cui ci godiamo la strada che scende fino a Claonaig per imbarcarci alla volta dell’isola di Arran e qui, manco a farlo apposta, piove. Bella comunque la strada che da Lochranza giunge a Brodick. Col sole, o senza pioggia, sarebbe stato davvero uno spettacolo … ma la filosofia presa in prestito a Skye fa si che possiamo comunque godercela.

Traghettiamo nuovamente e volgiamo in direzione Carlisle “snobbando”, per carenza di tempo, il Galloway Forest Park.

07/08 Carlisle - Chester:

Un posto da evitare il Carlisle Truckstop, un Motel come tanti, senza pretese ma, almeno, economico.

Oggi giornata che si presenta “interessante”. L a regione è quella del Lake District National Park e The World of Beatrix Potter Attraction a Bowness-on-Windermere. Un modo per ritornar bambini! E di bambini adulti eravamo in tanti; inglesi in particolar modo (sono cresciuti con le sue storie) ma anche di altre nazionalità.

Devo dire che la Regione dei Laghi ci ha molto impressionato per il lussureggiante panorama e quella particolare “magia” percepita nel percorrere quelle stradine poco frequentate di paesetti semi nascosti. Ci torneremo, abbiamo contemporaneamente pensato, e non passerà molto tempo. Un’intima promessa.

Il mondo della Potter è davvero un paradiso per bambini e, la cosa, non ci è sembrata così strana visto il luogo in cui ha vissuto e scritto i suoi racconti. Peter il coniglio, Jemima l’anatra, Nutkin lo scoiattolo, Jeremy la rana sono solo alcuni dei suoi personaggi … un mondo fantastico. Passeggiamo un poco sul lungolago di Bowness rinfrancati da un pallido sole. L’esperienza inglese ci ha insegnato di prendere quello che di buono arriva e noi, seguendo questa filosofia, indugiamo su una panchina con una deliziosa coppa di buon gelato.

Il viaggio è viaggio e questa è la terza settimana, non possiamo indugiare oltre. Nel pomeriggio ci attende la tranquilla Chester. Ci vogliamo arrivare presto per poterla scoprire prima di cena. L’autostrada qui è necessaria per passare il caotico intrigo di Liverpool, Warrington e Manchester per cui, prima la M6 e poi la M56 ci tolgono d’impaccio. 

Chester alloggiamo al Best Western Hallmark Hotel per una fortunata combinazione con Booking con tariffa “off” del 50%. 

Scopriamo a poco a poco questa coccola cittadina di origine “romana”. Quel che rimane dei giardini e dell’anfiteatro lo ricorda. Ma ammiriamo anche la Foregate St., il Chester Cross, le Rows, le mura e, purtroppo solo dall’esterno, la Cattedrale. Cittadina bella e, soprattutto, viva.

The Botanist è il pub ristorante scelto per la serata e devo dire che, le particolarità che dall’esterno lo avevano fatto preferire, l’interno ed il piano superiore hanno superato abbondantemente le nostre aspettative. Ottima cena e, neanche a dirlo, ottima birra!

08/08 Chester - Pontrhydfendigaid:

In queste prossime 2 giornate avremo un piccolo assaggio dell’ambiente gallese. La prima tappa è Colwyn Bay con il castello Conwy Castle, costruito per Edoardo I, sovrastante l’omonimo fiume. Una massiccia rocca costruita tra  il  1277 ed il 1307. Uno spettacolo di architettura militare, molto diversa da altri manieri e che prende spunto da simili costruzioni dell’Europa centrale. Sicuramente da visitare.

Ci inoltriamo successivamente nello Snowdonia National Park, che con i suoi 2132 Kmq è uno dei più grandi in Gran Bretagna. Sicuramente il parco meriterebbe una visita più approfondita, i sentieri e gli itinerari sono molti. Per non parlare delle attività e percorso ferroviario che porta i passeggeri fino alle pendici dello Snowdon. Prossima meta per un prossimo viaggio? Chissà.

Piccola tappa sulla costa ad Aberystwyth prima di inoltrarci all’interno dove ci attende, ed abbiamo impiegato un po’ a trovarlo, il Red Lion, un alberghetto tra le colline, coccolo ed con una buona cucina. Attorno solo campagna.      

09/08 Pontrhydfendigaid - Glastonbury:

Altra tappa oggi che ci farà percorrere una strada delle Brecon Brecons National Park fino a raggiungere poi la mitica AVALON. A parte una stradina presa per “incoscienza” a dispetto del navigatore, le strade del parco sono, per quanto belle, ma quasi “autostrade”. Meglio divagare e così ci siamo “spersi”, su una mulattiera prima e stradina poi, fino a passeggiare per raggiungere una cascata. Un ottimo interludio per staccarci un poco dalla sella.

Ripresa la stradina scendiamo verso Newport e prendiamo la M48 in direzione SUD  fino a Glastonbury. Ci arriviamo sul tardi per visitare The Tor e The Abbey per cui rimandiamo tutto alla mattina seguente.

La stanza prenotata è in un albergo ad una decina di Km dal centro, in piena campagna ma con un ottimo ristorante. Fatta la doccia e non ci muoviamo da qui. 

10/08 Glastonbury - Salisbury:

Glastonbury Tor è una torre sull’unica altura della zona. Si vuole associarla alla mitica AVALON in quanto, in quei tempi, la zona era paludosa e spesso coperta dalla nebbia per cui risultava quest’altura come un isola nel lago.

Di fatto la cittadina è meta di pellegrinaggio continuo di wizards e witches. Si respira un’aria mistica tra le sue strade ed i negozi tendono ad avvalorare questa sensazione. Abiti, mantelli, libri, crani di capra, pozioni … ho resistito non poco a comprarmi una “bacchetta magica”!

La cittadina è sede anche del l’ormai celebrato “festival” che dal lontano 1970 ospita gruppi musicali di livello internazionale. Iniziato come raduno hippy è stato riconosciuto ufficialmente solo di recente. Resta il fatto che nelle ultime edizioni ha raggiunto proporzioni tali da ospitare più di 150.000 persone per circa 400 spettacoli. Grandioso!

Visitiamo le rovine dell’abbazia del 10° secolo (distrutta da Enrico VIII con gli oltre 800 monasteri)  con la tomba di Re Artù e Ginevra ed il biancospino sacro spuntato dal bastone di Giuseppe d’Arimatea. Leggende? Chissà!

Ritorniamo all’albergo per riprenderci le borse e vestirci da veri motociclisti e ripartiamo per i pochi Km che ci dividono da Salisbury passando per il sito archeologico di Stonehenge che è oramai divenuto un vero e proprio business. Lo ricordavo più semplice e pulito solo 10 anni fa. Ora un mega parcheggio, una grande struttura ricettiva ed un biglietto da 18£, ci hanno fatto cambiare idea e fotografare il sito da lontano.

Un piacere, invece, la Cattedrale a Salisbury e Magna Carta Exhibition. Non esiste biglietto d’ingresso solo, se si vuole, un’offerta.  

La giornata è stata proficua ed è tempo di trovare un alloggio. Appena fuori troviamo il Wheatsheaf B&B che, oltre all’ottima accoglienza, ha anche la possibilità di un ampio parcheggio. Sistematici e fatta una bella e rinfrescante doccia, sondiamo le possibilità per la cena. Passiamo oltre al troppo “snob” The Pembroke Arms per approdare al più tranquillo ed “alla mano” The Greyhound. Bello il locale, sempre in stile pub, con cameriere sempre sorridenti. Atmosfera piacevole e rilassante nonché ottima cucina e, soprattutto, birra. La scelta è stata azzeccata. 

11/08 Salisbury - Dieppe (F):

Poca strada oggi fino all’imbarco a Newhaven. Un panino lungo la strada, una passeggiata sul sempre bello e movimentato Brighton Pier e l’imbarco per Dieppe e siamo già in terra francese. Visto l’orario di arrivo abbiamo già prenotato l’albergo che si dimostra essere un pò “triste”. Ma non importa, siamo già proiettati al mattino successivo, l’arrivo a Chartres.  

12 – 13/08 Dieppe - Chartres:

E’ mattina e metto il naso fuori dalla finestra della camera. Cos’è questo grigiore? Abituati all’azzurro inglese mi coglie un senso di tristezza. Siamo arrivati nel continente. Colazione e partiamo scrutando di tanto in tanto il cielo alla ricerca di qualche macchia di azzurro. Niente! Inguaribile ottimista dico a Giorgia: “Vedrai che a Chartres ci sarà il sole!”.

200 Km ed il sole arriva … ed in lontananza si staglia sulla piana la “cattedrale”. Sono sempre più convinto, questo non è un viaggio … questo è il “viaggio”.

Che dire, descrivere Chartres è cosa ardua. Capitale del territorio dei Carnuti sotto il nome di Autricum, divenne la più grande diocesi della Gallia alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente

Per quanto riguarda la cattedrale Notre-Dame de Chartres la figura più importante nella sua storia fu il Vescovo Fulberto , teologo riconosciuto in tutta la Europa, che cominciò nell'XI secolo la costruzione della cattedrale sull'area precedentemente occupata da un antico santuario pagano.

A parte questo il posto è di una maestosità indescrivibile. Grande luogo di pellegrinaggi racchiude in se le essenze di numerose credenze religiose e spirituali. Il labirinto al suo interno può esser visto sotto vari aspetti : Un cammino simbolico che porta l’uomo dalla terra a Dio, un percorso iniziatico interiore volto alla preghiera che culmina nella rosa a 6 petali al centro (per alcuni un emblema della preghiera del Padre Nostro), un viaggio verso la “luce” ovvero verso oriente verso il coro della cattedrale, oppure semplicemente uno strano disegno a terra. Resta il fatto che molte persone, il venerdì unico giorno in cui non è coperto dalle sedie, lo percorre chi per scherzo chi immerso in pensieri e, forse, in preghiere.

Ci fermiamo 2 notti a Chartres ma ce ne sarebbero volute altre 2. Vuoi per la cittadina, vuoi per la cattedrale ed il programma di luci notturno (visto 2 volte), vuoi per l’accoglienza degli anfitrioni Valérie e Franck nonché la bellezza del loro B&B Au 10. Siamo stati bene, che dico, benissimo. La strepitosa colazione al mattino metteva di buonumore.

Con le biciclette a nostra disposizione abbiamo girato in lungo ed in largo indirizzati dalla effervescente Valérie.

Davvero molte emozioni qui, quanto abbiamo girato col naso in su dentro la cattedrale, quanto ci abbiamo girato attorno guardando e riguardando le figure e le statue seguendo le indicazioni di un libro, quanto abbiamo fantasticato su Maria Maddalena, quanto abbiamo vagato per le stradine, il mercato e la sera il concerto di musica “celtica” e le luci sulla facciata della cattedrale. Indimenticabile.

14/08 Chartres - Annemasse:

Come tutte le cose belle anche questa avventura sta volgendo al termine. Attraversando la Francia ci accorgiamo che le temperature inglesi sono oramai un ricordo. Fa caldo e, peggio ancora, è un caldo umido. Una leggera variazione  nell’attraversare un parco poi nuovamente caldo. La speranza si trova in lontananza, nelle alture che dividono la Francia da quell’appendice della Svizzera che si chiama Ginevra. Di quest’ultima, però, ricordiamo solo il traffico e la ½ ora impiegata per percorrere 10 Km, poi ancora Francia e, finalmente, l’albergo ed una serata in un piccolo ristorante libanese all’aperto.   

15/08 Annemasse - Mogliano Veneto:

Oggi Traforo del Monte Bianco. L’ultimo tratto prima di arrivare a casa. L’autostrada, evitata fino ad ora, qui è d’obbligo. Prima di imboccare la lunga galleria si passa non lontano dal ghiacciaio. Per noi è la prima volta che vediamo la bianca montagna … bella!

Il 15 di agosto … in terra francese poco traffico … nel traforo … poche auto … in autostrada da Aosta a Mestre traffico inesistente … quasi una noia nel sorbirci più di 450 Km col caldo afoso della pianura. 2 soste di cui una per mangiare qualcosa e reidratarci e poi via … vacanza finita con quasi 6000 Km ma con tanti ricordi e tante emozioni da riportare e raccontare.

Antefatto...

Si lo so...lo avevo promesso...giurato e spergiurato...dovevamo andare in Irlanda ma il richiamo della Scozia ci tormentava così tanto che abbiamo ceduto.

Il periodo probabile giugno, la via da seguire quella francese, la strada da percorrere quella inglese e gallese, un parco da visitare Dartmoor, le isole da vedere un bel pò, i traghetti da prendere insomma, la parte più ad EST isole di Arris e Lewis, le isole più a NORD Orcadi, i giorni da impegnare ... 20.

La preparazione...

Dopo il forzato ritardo e spostamento del viaggio a fine luglio, abbiamo deciso di spostare anche il punto di partenza con la nave per darci modo di visitare l'Abazia di Orval in Belgio. Per cio, questa volta, la nave la prenderemo ad Zeebrugge diversamente da 2 anni fa. Varia anche la tappa intermedia che non sarà più il Germania ma appena passato il confine del Lussenburgo.

Il motivo principale è quello di evitare le strade a pedaggio, specialmente in Austria, per cui il tragitto che si ripete è Valsugana fino a Trento, poi Merano, passo Resia, Landeck (evitando la galleria a "pedaggio") e valicare in Germania tramite il Fernpass e relativo tunnel. Poi la "pallosa" ma veloce autostrada tedesca fino a Karlsruhe ed oltre.

La partenza della nave, il giorno successivo, è alle 17.30 per cui bisogna arrivarci, dopo 578 km, per tempo ... sempre sperando che "schengen" non intralci.....

Prenotazione già fatta!

Dopo l'arrivo a Hull si sale lungo la costa e la prima tappa è Alnwick Castle di "potteriana" memoria. Seconda tappa Holy Island sperando in tempo prima che la strada venga sommersa. Poi via verso ed oltre Edimburgo transitando dalla zona portuale. Attraversiamo il Forth Road Bridge per percorrere la strada che porta a Perth dove dovremmo pernottare.

Abbiamo ancora una tappa per arrivare alle Orcadi (Kirkwall). Qui il primo dubbio: Percorrere la parte non vista in precedenza del Cairngorms National Park e dirigerci verso Aberdeen, oppure 150 km in più ed andare verso Scrabster per una strada già percorsa. Decideremo in seguito.... 

Decisione presa, andremo in direzione Aberdeen.

Il traghetto arriva alle 23 a Kirkwall e lì, gioco forza, abbiamo già penotato l'ostello per 3 notti. Kirkwall Youth Hostel - SYHA

Previste tappe nell'isola maggiore e un'escursione ad  Hoy ed un'altra isola in base al meteo del momento.

In un giorno, poi, si prevede di arrivare per tempo ad Ullapool per traghettare verso Stornoway nelle Ebridi esterne. Anche qui sono previsi 3 giorni da suddividere tra Lewis ed Harris. Volontariamente, purtroppo, "snobbiamo" North Uist perchè vorremmo spendere un paio di giorni ancora a Skye che ci ha lasciato un bel ricordo e perchè vorremmo riuscire a vedre le fairy_pools.  http://blog.weplaya.it/fairy-pools-isola-di-skye-paesaggio-incantato/

Fairy Pools ESCAPE='HTML'

Dopo un paio di giorni all'isola di Skye vorremmo ritentare, cosa che la volta scorsa causa tempo inclemente non è stata fattibile, di andare all'isola di Mull e Iona. L'abazia a Iona ci chiama...speriamo di riuscirci questa volta. La shower scozzese, quando si mette, non concede tregua. 

Il ritorno ad Oban e la discesa verso la penisola di Kintyre, ci apre la strada per passare, tramite l'isola di Arran, verso la terraferma scozzese. E qui si inizia a scendere:

Lake District National Park, Chester, in Galles per lo Snowdonia National Park e Brecon Beacons National Park, Salisbury per traghettare poi verso la Francia da vedremo quale porto ... Portsmouth oppure Newhaven.

 

La scelta della Francia come ritorno, oltre per la discesa in terra inglese, sta nel fatto che vorremmo andare a visitare la Cattedrale di Chartres.

Poi la strada, mai autostrada, a snodarsi trale dolci colline dell'entroterra francese per valicare le Alpi​ tramite il traforo del Monte Bianco.

Da qui autostrada fino a casa.

Aggiornamenti sui traghetti in seguito.

Riferimento traghetti:

Per quanto riguarda i traghetti ci asiamo appoggiati principalmente, viste le precedenti esperienze, ad aFerry http://www.aFerry.it oppure DFDS http://www.dfdsseaways.com/it/ e, successivamente, al locale CalMac https://www.calmac.co.uk/ 

Per la stagione estiva gli orari variano a partire dal 1° di Aprile. 

Ora, al 7 di aprile, sto preparando un documento dove racchiudo tutte le informazioni, luoghi di interesse, orari traghetti, riferimenti sugli alloggi, necessari durante tutto il percorso. Per ogni tappa verranno aggiunte le varie possibilità da sfruttare in base al meteo.